blog irriverente fra il sarcastico e il tedioso su bici, mobilità ed altro

Modelli di (im-) mobilità quotidiana, al lavoro e a scuola in bici, pantofole sui pedali, verdi d'invidia, bocciofile, terrore motorizzato, terapie consolatarie, ciclabilità e fregature, miserie umane al volante e in sella, dopolavoro biciclettaro, "o il codice o la vita", treno+bici, tramvie ed intermodalità, redistribuzione dello spazio stradale ...
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mercoledì 23 luglio 2014

Mi appello al quarto emendamento e mi avvalgo del diritto di non rispondere, poichè ogni dichiarazione potrebbe essere usata contro di me.


lunedì 23 dicembre 2013

Chi sono i giocatori in campo?

L'italietta nostrana è notoriamente molto indietro in tutti i settori della mobilità e quindi non stupisce che la ciclabilità sia, se possibile, ancora più indietro.
In sostanza dalla nascita dei primi gruppi locali che si interessavano di questi temi ben poco si è smosso nella realtà. Da piccolissimi gruppi locali si è passati a movimenti piuttosto ampi, ad organizzazioni come Fiab interamente focalizzata sulla bicicletta, ad altre, come Legambiente, che ne hanno fatto un loro tema di rilievo, fino alla comparsa sulla ribalta mediatica della campagna #salvaiciclisti e poi del movimento non strutturato che ne è scaturito.
Ci sono stati anche alcuni importanti eventi di rilievo: la grande manifestazione dei Fori Imperiali nel 2012, gli Stati Generali della Bicicletta a Reggio Emilia, ancora la manifestazione a Milano per la "mobilità nuova", flash mob, ecc.

Di certo il vento è cambiato e soffia a favore della mobilità in bici, d'altra parte non si sono avuti per ora effetti di rilievo istituzionali o sulle strade italiane, con la sola eccezione di alcune  delle città con amministrazioni illuminate che già in passato si erano distinte.

lunedì 18 novembre 2013

Masochismo ciclabile


Ogni tanto mi capita di leggere o sentire frasi come "il codice della strada vale anche per le bicicletteeeee", magari con un digrignar di denti, spesso a commento di "andare contromano", "legare la bici a un palo", o semplicemente "intralciare" qualche bolide (che poi cerca di sorpassarti facendoti il pelo a 2 cm). Paradossale in una paese e in una realtà quotidiana che vede la pirateria stradale motorizzata all'ordine del giorno, in ogni momento, nella normalità di mettere in fuga vecchiette sulle strisce (quando va bene), sosta sul marciapiede o in seconda fila come nulla fosse, ammazzamenti giustificati con un "non l'avevo visto" ecc.

Mi stupisce ancor più sentire o leggere cose simili nei vari forum, pagine Facebook, blog vari di sostenitori della bici, dei diritti e della sicurezza dei ciclisti, della perversione del traffico autocentrico. In questi casi il tenore è più o meno "noi ciclisti dobbiamo dare il buon esempio e rispettare scrupolosamente il codice".
Sicuri? Mi viene da aggiungere: "e farsi ammazzare per la causa". Puro masochismo, propensione all'autofustigazione.
Qualcuno crede davvero che a "fare i ciclisti buoni", fino all'offrirsi come vittime sacrificali, faccia rispettare di più chi si muove in bici in città? Che i pirati della strada motorizzati non ci sbraiteranno o non ci faranno il pelo (o peggio) perchè ce ne stiamo bravi bravi sulla destra? Oppure che più gente passerà alla bici sulla base del buon esempio o che le amministrazioni faranno di più per la ciclabilità?

No, niente di tutto ciò, l'unico effetto sarà presentarsi come predicatori al bacino di chi già si muove in bici, diventando saputelli e moralisti invece che portatori di diritti, scelte, spazio e sicurezza.

giovedì 17 ottobre 2013

Gli attraversamenti ciclabili, questi sconosciuti ...

  
Firenze, notoriamente, ha un'alta quota di ciclabilità e, nonostante gli interventi siano insufficienti a soddisfare la domanda, tutto sommato infrastrutture per le bici al di sopra della media italiana.
Ogni tanto però la culla del rinascimento è anche teatro di qualche pensata geniale, che forse affonda le sue radici nei geni universali Leonardo, Leon Battista Alberti o Brunelleschi.

Di recente per esempio è stato realizzato un collegamento atteso da anni, che risolve il punto critico di Ponte a S. Niccolò. Lo potremmo definire un intervento esemplare (vedi qui) nel superare lo spezzettamento delle piste ciclabili agli incroci e nei punti critici, cioè uno dei maggiori difetti delle reti ciclabili di molte città italiane, secondo il  motto "ciclista arrangiati".
Purtroppo il diavolo è nel dettaglio. Appena inaugurata l'opera meritevole piovono infatti proteste da parte di ciclisti: tutti gli attraversamenti (ben 4) hanno solo strisce pedonali, mancano i quadrotti bianchi dell'attraversamento ciclabile previsti dal codice della strada. In pratica si annulla il gran lavoro per un un po' di vernice bianca.