Non vedo non sento ... ma parlo, a vanvera. Il classico detto, raffigurato dalle tre scimmiette, e leggermente modificato (la terza parte era "non parlo") sembra rappresentare bene l'approccio di molte persone, fra cui figure istituzionali, quando vengono confrontate con le richieste e le esigenze di circolazione delle biciclette. Ecco un dialogo inventato ma purtroppo non surreale, ricavato mixando affermazioni di campioni di (insensati) bastoni fra le ruote ai virtuosi che si muovono in bici:
Più-bici-prego: per evitare giri pesca assurdi in ZTL alcuni tratti di corsie preferenziali vanno aperte alle bici, per es. via degli Arazzieri.
Bastone-fra-le-ruote: nooooo, così si intralcia il trasporto pubblicoooo, nooooo
Più-bici-prego: : abbiamo cronometrato, si tratta di frazioni di secondo ...
Bastone-fra-le-ruote: nooooo, è pericolosoooo
Più-bici-prego: : ma non è vero, le rilevazioni dicono il contrario, e il rischio sarà circa uguale che quando un bus soprassa una bici su una strada qualsiasi
Bastone-fra-le-ruote: nooooo, no, non è veroooo!
Più-bici-prego: ha qualche elemento per affermare ciò?
Bastone-fra-le-ruote: nooooo, no io insomma non voglio, non si può, è vietato, le regole valgono anche per voi
Più-bici-prego: appunto, si tratta di rendere il transito legittimo, con la segnaletica prevista dal Codice. Lo fanno per es. a Livorno, a Bologna e molte altre città, guardi qui la foto
Bastone-fra-le-ruote (si chiude gli occhi): nooooo, macchè e poi qui non siamo a Livorno o a Bologna, no no non voglio.
