blog irriverente fra il sarcastico e il tedioso su bici, mobilità ed altro

Modelli di (im-) mobilità quotidiana, al lavoro e a scuola in bici, pantofole sui pedali, verdi d'invidia, bocciofile, terrore motorizzato, terapie consolatarie, ciclabilità e fregature, miserie umane al volante e in sella, dopolavoro biciclettaro, "o il codice o la vita", treno+bici, tramvie ed intermodalità, redistribuzione dello spazio stradale ...
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giovedì 4 ottobre 2012

Non vedo non sento ...


Non vedo non sento ... ma parlo, a vanvera. Il classico detto, raffigurato dalle tre scimmiette, e leggermente modificato (la terza parte era "non parlo") sembra rappresentare bene l'approccio di molte persone, fra cui figure istituzionali, quando vengono confrontate con le richieste e le esigenze di circolazione delle biciclette. Ecco un dialogo inventato ma purtroppo non surreale, ricavato mixando affermazioni di campioni di (insensati) bastoni fra le ruote ai virtuosi che si muovono in bici:
Più-bici-prego: per evitare giri pesca assurdi in ZTL alcuni tratti di corsie preferenziali vanno aperte alle bici, per es. via degli Arazzieri.
Bastone-fra-le-ruote: nooooo, così si intralcia il trasporto pubblicoooo, nooooo
Più-bici-prego: : abbiamo cronometrato, si tratta di frazioni di secondo ...
Bastone-fra-le-ruote: nooooo, è pericolosoooo
Più-bici-prego: : ma non è vero, le rilevazioni dicono il contrario, e il rischio sarà circa uguale che quando un bus soprassa una bici su una strada qualsiasi
Bastone-fra-le-ruote: nooooo, no, non è veroooo!
Più-bici-prego: ha qualche elemento per affermare ciò?
Bastone-fra-le-ruote: nooooo, no io insomma non voglio, non si può, è vietato, le regole valgono anche per voi
 
Più-bici-prego: appunto, si tratta di rendere il transito legittimo,  con la segnaletica prevista dal Codice. Lo fanno per es. a Livorno, a Bologna e molte altre città, guardi qui la foto
Bastone-fra-le-ruote (si chiude gli occhi): nooooo, macchè e poi qui non siamo a Livorno o a Bologna, no no non voglio.
 

sabato 29 settembre 2012

alla radio in diretta, ma come sono cattivi i ciclisti ....


Giorni fa ero ad una trasmissione in diretta su una radio locale, sui temi della bicicletta a Firenze. Gli ascoltatori potevano chiamare al telefono e dialogare con noi in studio.
Fra le varie voci che chiedono più spazio e sicurezza per le bici non mancano i soliti paladini del bruscolo per non vedere la trave: i cattivi ciclisti sono indisciplinati, intralciano, anzi sono la causa del terrore di traffico e sosta selvaggia che attanagliano Firenze, ed altre meraviglie da tossicodipendenti del motore; ero preparato con repliche ormai scontate.

divertimento di penna (ed a volte di immagini)



Per simbolizzare la cesura nei contenuti e nel taglio di questo blog,  ecco a voi una immagine divertente




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venerdì 28 settembre 2012

dal didattico al divertente (e a volte acido anche)


Alcuni anni fa creai questo blog didattico-ridanciano: lo usavo per far vedere come metter su facilmente ed a costo zero un sito locale di un' associazione Fiab (o altra). 

Mi è ricapitato sott'occhio, e mi sa che lo farò diventare un mio divertimento in tema ...

Le occasioni non mancano: per es. cazzate colossali che si sentono o  leggono in giro, magari sparate da autorevoli personaggi o sedicenti esperti. 
O cosette innovative e pure divertenti che nascono nel mondo dei pazzi che pretendono di andare in bici ogni giorno senza essere stritolati, insultati, minacciati etc.
Poi a volte abbiamo anche brutture e schifezze di cui si stenta a credere che possano trovar spazio in un ambiente associativo in cui proprio non c'è trippa per i gatti.

Lascio tutti i post didattici ed esplicativi per cui era nato a suo tempo il blog. Se non mi passa la voglia, e scrivo ogni tanto qualcosa, pian piano scivoleranno in basso fino a scomparire quasi. Ma rimarranno a testimoniare (si fa per dire) la genesi dei ciclo-polpi di Montecristo.

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La vecchia intestazione del blog era  ...

modello per facili realizzazioni di siti da parte delle associazioni FIAB  (incluse le Lezioni del Corso "Ciclo-informatica")



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martedì 20 settembre 2011

come non gestire un sito dell'associazione


Per una associazione non avere un sito web locale è come per un idraulico non avere il telefono.

Averlo fermo da anni, che si presenta da tempo immemorabile sempre nello stesso modo, o magari evidenzia anche con titoli e date lo stato di abbandono, è forse ancora peggio che non averlo.