blog irriverente fra il sarcastico e il tedioso su bici, mobilità ed altro

Modelli di (im-) mobilità quotidiana, al lavoro e a scuola in bici, pantofole sui pedali, verdi d'invidia, bocciofile, terrore motorizzato, terapie consolatarie, ciclabilità e fregature, miserie umane al volante e in sella, dopolavoro biciclettaro, "o il codice o la vita", treno+bici, tramvie ed intermodalità, redistribuzione dello spazio stradale ...
_________________________________________________________________________________________________

venerdì 19 dicembre 2014

C'era una volta ... che il senso unico eccetto bici non s'ha da fare

Favola autobiografica con Valerio Parigi, un Innominato parlamentare e altri personaggi

C'era una volta ... un re, diranno i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.
Ops, no scusate, vi sto raccontando Pinocchio, (vedi) e invece volevo parlarvi d'altro. Dunque, c'era una volta chi diceva chi "i sensi unici eccetto bici non si puo' "  e che "sono pericolosi".

Era una notte buia e tempestosa ... o per la verità era una serata tiepida e piena di luce, a Stoccolma in pieno agosto il sole non scompare fino a notte fonda. Mi beavo nuotando nell'acqua dei fiordi quando, dal cellulare di un misterioso parlamentare, mi giunge la ferale notizia: con un colpo di mano un paio di deputati hanno bocciato la norma del nuovo codice della strada che prevede esplicitamente i sensi unici eccetto bici. La madre di tutte le battaglie, nel rovesciare logiche perverse, e nell'adeguare l'Italia al resto d'Europa, rischia di sfociare in una Caporetto. E di una disfatta militare ci sono molti elementi. Gli Stati Maggiori delle truppe ciclabili sono a crogiolarsi sotto l'ombrellone o a faticare su assolate strade, il nemico autocentrico ha condotto un attacco a sorpresa e sfondato le linee. Ci salverà il Piave? Vai oltre e lo saprai ...

martedì 14 ottobre 2014

mercoledì 23 luglio 2014

Mi appello al quarto emendamento e mi avvalgo del diritto di non rispondere, poichè ogni dichiarazione potrebbe essere usata contro di me.


lunedì 23 dicembre 2013

Chi sono i giocatori in campo?

L'italietta nostrana è notoriamente molto indietro in tutti i settori della mobilità e quindi non stupisce che la ciclabilità sia, se possibile, ancora più indietro.
In sostanza dalla nascita dei primi gruppi locali che si interessavano di questi temi ben poco si è smosso nella realtà. Da piccolissimi gruppi locali si è passati a movimenti piuttosto ampi, ad organizzazioni come Fiab interamente focalizzata sulla bicicletta, ad altre, come Legambiente, che ne hanno fatto un loro tema di rilievo, fino alla comparsa sulla ribalta mediatica della campagna #salvaiciclisti e poi del movimento non strutturato che ne è scaturito.
Ci sono stati anche alcuni importanti eventi di rilievo: la grande manifestazione dei Fori Imperiali nel 2012, gli Stati Generali della Bicicletta a Reggio Emilia, ancora la manifestazione a Milano per la "mobilità nuova", flash mob, ecc.

Di certo il vento è cambiato e soffia a favore della mobilità in bici, d'altra parte non si sono avuti per ora effetti di rilievo istituzionali o sulle strade italiane, con la sola eccezione di alcune  delle città con amministrazioni illuminate che già in passato si erano distinte.